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lunedì 27 aprile 2009

di Pietromaria Costamagna

Genere: monologo interiore?

 

Sara Valente aggiungi, Marco Donati aggiungi, Federica Benemonti aggiungi, Teresa Franzoli.. Teresa Franzoli ce ne sono due, entrambe senza foto e nemmeno un amico in comune. Massì aggiungiamole tutte e due.
Vediamo le friend request. Accetta Sara, accetta Valeria, accetta Fabio, accetta Benedetta? Non ci vediamo dai tempi delle medie, non è che me la ricordo sto gran pezzo di ragazza, e poi nella foto del profilo non si capisce se è rimasta fedele alle origini o se.. vabbè accettiamola, butto un occhio alle foto poi al massimo la cancello. Accetto Marco, Laura, accetto Riccardo? Ecco parliamo un attimo di Riccardo, un altro compagno delle elementari. Da quando è esplosa questa cosa degli ex-compagni è venuto fuori di tutto. Io non mi ritengo un purista di Facebook, per carità, anche se sono stato uno fra i primi ad averlo ed è per questo che utilizzo ancora la maggior parte dei nomi delle funzioni e dei tasti in inglese, ma ci manca poco che diventi amico pure del bidello. Non ho mai sopportato Riccardo, l’ho sempre ritenuto un babbo e anche adesso non sembra smentirsi, guarda che faccia da coglione! Però ho già accettato gli altri ex della classe Luigi, Erica, Marco, Luca, se non lo accetto poi ci rimane male. Lo so che non ha senso preoccuparsene visto che non ci parlo da sempre, ma lui mi ha mandato una richiesta d’amicizia, come faccio a ignorarlo? Come si fa a ignorare una richiesta d’amicizia? Come si fa a dire di no ad uno che ti chiede “vuoi essere mio amico?”. Voglio dire, da piccoli un rifiuto del genere sarebbe stato comprensibile, perché i bambini, si sa, sanno essere molto crudeli. Ma adesso perdio siamo adulti, o no? Accetta.
438 amici, buono. Questo Facebook è davvero bello.
Certamente bisogna saperlo gestire altrimenti ne esci scemo. Io ad esempio evito tutte quelle applicazioni stupide che adesso impazzano ma che fino a un anno fa sarebbero state intollerabili. Scopri chi ti ha votato come l’amico migliore, quello più carino, quello più intelligente, guarda chi visita il tuo profilo, quanto tempo ci spende, insomma cazzate del genere. Anche gli inviti a partecipare alle cause o ai gruppi sono una palla al piede. Partecipa alla giornata contro il surriscaldamento globale (l’ho accettato perché me l’ha inviata una mia amica che lavora per Greenpeace e mi sarebbe spiaciuto se avesse pensato che non me ne importava niente dell’ambiente), contro la violenza sulle donne (questo l’ho accettato perché ho un sacco di amiche su FB e mi è sembrato carino), via la mafia da Facebook (a questo gruppo ho partecipato perché effettivamente è giusto), ecc.. In alcuni casi la scelta è più facile, come quando c’era da supportare Obama o Saviano. Come si fa a non supportare Obama o Saviano? Tanto non costa nulla. Poi ci sono casi difficilissimi, come quello di Eluana. Brutta faccenda davvero. Molti amici avevano partecipato al gruppo che era a favore della sua morte, altri invece, pochi ma buoni, a quello che sosteneva per lasciarla in vita. In quel caso ho dovuto ignorare entrambi per non aprire infinite discussioni e per non creare malcontenti. E poi su una questione così delicata chi è che ha ragione e chi ha torto?
Sicuramente FB negli ultimi tempi è cambiato molto, adesso ci sono cani e porci ed è pieno di pubblicità o qualcosa che le assomiglia. Ma se per questo anche la chat e la nuova interfaccia quando furono introdotti non riuscivo a sopportarli. Nella chat ogni volta che qualcuno ti scrive un messaggio si sente un “pop” che mi ricorda lo stappo del Tavernello, quello della pubblicità. Non lo potevo soffrire! Ora invece ci sono abituato e anzi, mi è diventato familiare. Un po’ come la suoneria Nokia, quella che fa ti-di-di-di ti-di-di-di ti-di-di-diiii.
Ma la cosa che rende bellissimo FB è la facilità con cui puoi baccagliare le tipe, una vera manna da questo punto di vista. Tra le ex e le nuove amiche c’è un gran da fare, non riesco a resistere alla tentazione di fare un po’ il simpatico, il romantico, o il consolatore di cuore infranti. Metti un commento divertente qui, posta il video di una canzone d’amore sul wall (l’altro giorno ho postato quello di Vinicio Capossela “Ovunque proteggi” che era la “nostra canzone” quando stavo con Marica, lei poi mi ha scritto un messaggio privato chiedendomi come stavo, era da un sacco che non ci sentivamo), chatta con questa, chiedi come sta quest’altra (settimana scorsa una mia amica, Federica, ha scritto nella tag del profilo che era a pezzi allora le ho domandato cosa c’era che non andava e lei mi ha detto che si era appena lasciata con il tipo con cui stava da 3 anni, ma io non lo sapevo perché nel suo status aveva ancora “in a relationship” o “impegnata” che dir si voglia). Fare colpo su una ragazza, l’approccio e queste cose qua sono completamente cambiati rispetto a qualche anno fa.
La chat ha preso il posto del bancone del bar, il wall si è sostituito alla pista da ballo e per lanciare messaggi trasversali di interessamento non si usa più confabulare nell'orecchio dell'amico tenendo lo sguardo posato su una ragazza dall'altro lato della strada ma si scrive qualche frase ambigua nella tag. E si suda di meno. Eviti le battute acide dell'amica bruttina e gelosa, le minacce degli altri contendenti, i silenzi imbarazzanti e ti risparmi i soldi dei messaggi dal cellulare. Non ti devi preoccupare se tenere le braccia conserte o lungo i fianchi con le mani infilate nelle tasche a nascondere le dita che si attorcigliano, se guardarla dritto negli occhi senza distogliere mai lo sguardo o se conviene darsi un pò di arie volgendo ogni tanto l'attenzione verso un punto qualsiasi come se da esso dovesse spuntare qualcosa o qualcuno di più interessante.  
Io comunque sono impegnato, si intende, e voglio davvero molto bene a Flavia, la mia ragazza. Però se capita, capita.
Ieri sera appunto è capitato, con Alessia. E’ una mia compagna di università, tanto figa quanto stupida. L’avevo adocchiata subito durante le prime lezioni del corso di Matematica Generale, poi un giorno mi sono seduto di fianco a lei. Abbiamo cominciato a sederci sempre vicini a lezione, a prendere il caffè assieme durante le pause fra una lezione e l’altra e poi, siccome in matematica me la cavo bene, ho lasciato che mi chiedesse di spiegarle quello che non capiva. Praticamente tutto. Figuriamoci che avevo impiegato un pomeriggio intero per farle capire come si scompone un'equazione di secondo grado. Poi siamo diventati amici su FB, ho detto tutto.  
Alla fine ieri, a due giorni dal primo compitino di Matematica mi ha chiesto di andare a casa sua per studiare. Di sera.
Ecco a parlar del diavolo spuntano le corna anzi una notifica. Alessia wrote on my wall.
Clicco sulla notifica. Ho un brutto presentimento. Il tempo di aprire il link, una frazione di secondo, mi sembra scorrere lentissimo, un lungo oleoso presente che mi riporta ai tempi della connessione con il doppino del telefono. Intanto penso che no, non può essere così stupida, e' solo una para, un brutto scherzo causato dal senso di colpa. E poi nel mio status c'è scritto chiaro e tondo "in a relationship with Flavia Rosicato". Non può non averlo visto. Forse mi ha scritto qualcosa dell'esame di domani, degli esercizi che avremmo dovuto fare o meglio che le avrei dovuto spiegare. Forse mi ha scritto che..
La pagina è cambiata. Sbatto il naso contro un muro di parole. Tre semplici parole. "E' stato bellissimo".
I miei occhi scorrono con la rotellina del mouse su e giù per la pagina alla ricerca di un insulto, una domanda inquisitoria o una battuta sarcastica (alla faccia del libro!) di Flavia in risposta a quella bestemmia urlata in chiesa. Niente. E' stato bellissimo. Bellissimo cosa!?
Il mio cervello incomincia a elaborare alibi, bugie, scuse plausibili, ripercorro le frasi dette, gli orari, attraverso tutti i possibili incroci di casualità di eventi o parole che potrebbero salvarmi. Bellissimo Cosa?
Ho bisogno di tempo. Flavia è già sveglia, ha già acceso il computer e si è già connessa a FB. E' la prima cosa che fa al mattino. La seconda è cambiare la tag, ogni giorno una nuova, e poi, la terza cosa che fa, è mettersi in chat e scrivermi "buongiorno piccolo dormito bene?".
Ma non è in chat e la frase è rimasta quella del giorno prima. Sicuramente avrà già visto il commento di quella pazza, posso provare a cancellarlo ma tanto non servirebbe a nulla, si sarà già sparso per i sette continenti del mio network. Eppure non mi ha chiamato. Forse perchè sta venendo qua a spaccarmi la faccia. Bellissimo cosa?
Devo mantenere il controllo. Potrei giocare d'anticipo bluffando, con un post sfacciato che confonda le acque e faccia pensare a qualche cosa d'altro. Potrei scrivere "lololol..sì è troppo vero!". Forse è meglio aggiungere un altro punto esclamativo e mettere lol in maiuscolo. Sì, potrebbe funzionare. Ma devo anche chiamare Alessia e dirle che se si azzarda a scrivere qualcos’altro potrei anche..
Un messaggio privato in posta. E’ Flavia.
Bellissimo cosa?    
Commenti
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luisadp   |79.9.167.xxx |2009-05-23 14:34:20
non mi ha convinta
Cussotto  - simone   |151.82.40.xxx |2009-05-05 17:39:21
SimyFromRome   |93.150.34.xxx |2009-05-05 13:20:52
Sicuramente troppo banale, ormai se ne è parlato già troppo...
mielpo   |83.103.115.xxx |2009-04-29 16:24:38
Io penso che la tecnologia non sia negativa, deve essere dominata dall'uomo e
non il contrario. Detto ciò, è una storia banale ma è anche tanto attuale ed i
molti che si rivedono in questa storia non possono far altro che constatare
quanto sia un po' triste tutto ciò.
Personalmente ne ho lette di migliori ma
non me la sento proprio di dire che poteva esser scritta con parole diverse per
renderla più interessante, hai usato il lessico di FB e va bene così. Sei tra i
finalisti e molti vorrebbero essere al tuo posto.
pietro  - il nocciolo della questione   |81.200.176.xxx |2009-04-29 17:35:02
Grazie mielpo,
il racconto è volutamente mesto, piatto e non-racconto (senza
colpo di coda senza un finale che dia senso) perchè è proprio quello che volevo
comunicare.
Come sopra qualcuno ha detto, medium is the message.
Le relazioni
che intercorrono su FB (ma anche nell'offline) sono proprio così: inconcludenti,
senza piglio e senza spessore. Alla fine viene da chiederti: so what? Proprio
come nel mio racconto.

Ringrazio tutti per i commenti
olga f  - in cammino   |151.30.73.xxx |2009-04-29 13:29:37
E'una porta.La apri,guardi cosa c'è al di là,scegli cosa fare di ciò che trovi.E
lo fai.Pietromaria non ha richiuso quel passaggio.Anzi,lo ha varcato e sta
camminando verso quello che ha scorto.Il suo racconto non piace a tutti?Annoia
alcuni?Non trasmette ad altri?Certo la primavera,con l'esplosione di vita che
manifesta,è meglio del cupo inverno.Facile.Ma senza l'inverno,non esisterebbe la
primavera.Altrettanto facile,no?!Una gemma.In paziente attesa del suo
dischiudersi.Questo è Pietromaria.
Perchè l'audacia reca in sè genialità, magia
e forza...
Sorrentino  - bah   |82.59.87.xxx |2009-04-29 01:20:59
forse ti hanno attaccati un po' tutti ingiustamente...in realtà ho letto di
molto peggio dall'inizio della pubblicazione dei racconti, il tuo è quantomeno
attuale, anche se non mi ha entusiasmato e credo sia fin troppo sintetico. Il
problema è che la competizione è agli sgoccioli e regna il malcontento generale;
personalmente, dall'inizio credo di aver letto 3 racconti davvero meritevoli di
pubblicazione e un tripudio di inenarrabili sciocchezze. E stata una bella
iniziativa ma anch'io inizio a domandarmi: ma chi è rimasto fuori?
granchiolino   |82.50.76.xxx |2009-04-29 16:08:45
Esatto, Sorrentino, concordo in pieno.
Anonimo   |82.229.190.xxx |2009-04-29 01:13:03
Non so se volontariamente o involontariamente, questo racconto di grande valore,
rappresenza la nostra brutta generazione.
E' tremendamente banale, ma nello
stesso tempo autentico.
Mi viene un po' da ridere, ma questo è un racconto
realista!
La banalità delle riflessioni di Pitromaria - contro la violenza
sulle donne (questo l
thalion  - re:   |1.254.0.xxx |2009-04-29 00:35:31
amelia ha scritto:
che originalità, un racconto su facebook... veramente un'idea nuova. ma
davvero non c'era di meglio? ma i racconti scartati come erano, allora?


Quoto la strega che ammalia.
Va bene scrivere dei nostri tempi (sarò
cattivo: credo sia stato scelto da qualcuno che frequenti poco o
abbia appena iniziato a frequentare F. Va bene scrivere di ciò che
si conosce. Però, cazzo, questo è un non argomento.

Il vero difetto
di FB è che diventato un argomento di conversazione (il mezzo è il
messaggio, per dirla con McLuhan).
Insomma, pollice verso.
Butrus   |79.31.183.xxx |2009-04-28 20:40:44
PS: quanto al commento di Amelia, mi sa tanto di "Flavia" travestita,
una ragazzza inacidita e depressa che non perdona...
Butrus   |79.31.183.xxx |2009-04-28 20:39:42
"Nella chat ogni volta che qualcuno ti scrive un messaggio si sente un pop
che mi ricorda lo stappa del Tavernello". È bella questa frase? è geniale? ê
nuova? A che punto si situa nelle "classifiche decrescenti di bellezza"
su cui si regge l'ispirazione in rete? Non so rispondere a queste domande, né mi
interessa troppo in realtà. So solo che non potrò più stappare una bottiglia, né
rispondere a una chat, senza ripensarci con un sorriso...
annamaria   |82.59.94.xxx |2009-04-28 19:51:10
carino...ma non adatto ad essere un racconto finalista!mi sembra di capire che i
racconti sono inseriti in una scala decrescente di "bellezza" perchè gli
ultimi sono ben lontani dalla "genialità" dei primi....
PaoloF   |2.244.122.xxx |2009-04-28 18:22:43
va beh... uno dei tanti racconti evitabili.
forse gli altri anni noi non
conoscevamo tutti i racconti, quindi si pensava che i finalisti dovessero essere
anch'essi eccezionali.
Ora invece sappiamo che magari i giurati, per
selezionarne 50 o quanti sono, in realtà sudano tantissimo!
declesc   |82.119.195.xxx |2009-04-28 16:19:39
veramente un dramma
tommasoaspetta   |212.177.58.xxx |2009-04-28 15:38:08
Mi tocca da vicino la questione del social network e di come in realtà sia
anti-social. Dude Giuseppe ci prende in pieno: la vita sui social network fa
schifo, e PietromariaCostamagna ha la capacità di farne un bel quadretto.
nahuatl  - ma davvero c'è bisogno di scrivere racconti così   |192.107.82.xxx |2009-04-28 12:53:50
Siamo sicuri che, rileggendo il nostro racconto dopo averlo scritto, non si
possa operare qualche taglio?
Barbara  - L'amore ai tempi di Facebook e altre storie   |1.29.144.xxx |2009-04-28 12:42:08
Sintetico ma esaustivo, e reale. Paradossalmente reale. Perché cronaca accurata
di ciò che avviene "davvero" in un social network.
Uno spaccato di vita
vissuta tra tag, wall e quello che non cambia mai, nonostante mutino i tempi e
la tecnologia: le corna ))
rossano  - si salva solo il titolo   |147.163.12.xxx |2009-04-28 11:59:17
non vorrei andarci giù pesante, e per questo mi trattengo: probabilmente sono di
parte, ma l'idea di un racconto su alcuni risvolti di un social network mi
sembra piatta e poco convincente: cosa ci vuole dire il racconto, che ormai le
interazioni tra le persone avvengono quasi esclusivamente attraverso messaggi e
connessioni internet? che è un'abitudine diffusa restare ore seduti davanti a un
monitor a caricare video o a guardare foto di persone che si conoscono appena? a
me fa venire soltanto tristezza...
pietro  - si salva chi può   |81.200.176.xxx |2009-04-28 12:40:41
Che faccia venire tristezza mi sembra già un ottimo risultato.
virgi_03   |1.100.242.xxx |2009-04-28 10:53:28
Carino! Mi è piaciuto, naturalmente è giusto che adesso Flavia ti spacchi la
testa.
In bocca al lupo!
Marta   |94.162.158.xxx |2009-04-28 10:26:17
Concordo con Dude Giuseppe...l'inizio fatica un pò,poi scorre.
Confesso che
all'inizio il pensiero che ho fatto è stato "FB...aaahhh!!!tra spettacoli
teatrali,film e servizi televisivi non si parla d'altro!!!"...
poi la storia
mi ha consolato,perchè nonostante i rapporti umani oggi funzionino per l'80% a
lume di video e sfiorando bottoni...poi la resa dei conti si fa a quattr'occhi e
li,se la fortuna ci assiste, abbiamo a che fare con carne,sudore e
sangue!!!
Buono Pietro!!
Dude  - Dude Giuseppe   |195.124.18.xxx |2009-04-28 09:36:14
carino. mi ha divertito. l'inizio è un pò ingessato, mentre nella seconda metà
c'è più trasporto e naturalezza.Il soggetto è molto semplice (qualcuno sopra
sostiene anche che sia scontato, ma vale sempre la pena scrivere sui fenomeni
sociali. Altrimenti diventano pure consuetudini. Non mi piacerebbe una realtà
dove è consuetudine conoscersi solo via web. Dove le interfacce grafiche
sostituiscono il "sudore" di cui parla Pietro. Facebook è un fenomeno
sociale, effettivamente.
ciao
G
Matteo   |212.177.58.xxx |2009-04-28 09:21:59
Racconto semplice semplice in cui il piglio critico si lega ad un'amarezza
onesta. Vero specchio dei tempi.
Lino Visaggi  - IT'S COMPLICATED   |213.92.87.xxx |2009-04-28 09:17:44
Bellissima descrizione del parallelismo tra il modo di relazionarsi prima e dopo
l'avvento dei social network.
I pensieri di una persona che interagisce in modo
interattivo con il mondo esterno sono descritti in modo estremamente
realistico.

Complimenti
cumbre   |88.140.152.xxx |2009-04-27 23:41:22
la cosa migliore sarebbe non aver niente da nascondere... ma è anche vero che a
volte ci sono gli amici storditi che potrebbero evitare certi commenti...
amelia   |80.181.117.xxx |2009-04-27 23:33:16
che originalità, un racconto su facebook... veramente un'idea nuova. ma davvero
non c'era di meglio? ma i racconti scartati come erano, allora?
Marco  - Un nuovo genere letterario   |82.57.26.xxx |2009-04-27 18:28:10
Bello stile, molto semplice ed evocativo.

Eppoi...a chi non è successo?


Aspettiamo di sapere com'è finita con Flavia.
pippo   |87.2.32.xxx |2009-04-27 17:35:33
Nuovo. Tante delle robe di cui scrivi sono successe anche a me e di solito
questo vorrebbe dire che hai coinvolto il lettore. Però non è successo. Non mi
hai coinvolto.
Comunque scorre. Sicuramente scorre!
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