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A.A.V.V.
"Ospite d'onore. Della terra"

Poesie di
Adriano D'aloia, Katia Sebastiani, Valentina Bufano, Dome Bulfaro, Alessio Luise, Carlotta Serantoni, Luca Maino, Loris Ferri

Introduzione
di Davide Rondoni, Milo De Angelis, Daniele Piccini

10 Poesie, 1 per fermata

Vedere l'altro volto delle cose, o meglio non solo il volto apparente, sempre stato il segreto della poesia. E' sempre stato, se cos si pu dire, il suo miracolo. E il suo compito. Quando la realt, in uno dei suoi frammenti (un volto, una figura, un colpo di vento o una luce strana) colpisce l'attenzione umana, se essa ancora vigile, accade che le parole entrano in tensione, non siano pi come prima, come quando normalmente comunichiamo. E' il reale che tende a dirsi, attraverso l' emozione e le parole di qualcuno. Sar accaduto a tutti di non trovare le parole, o di trovare parole strane, o con pause diverse, con movimenti nuovi, per provare a dire una cosa importante, bella o terribile, capitata. La poesia nasce allo stesso modo. La realt ispira, mette un nuovo respiro nelle parole, un altro ritmo.
Il grande Dante diceva che la poesia fatta con parole per legame musaico armonizzate. Parole con una musica intrecciata dentro.
Le poesie non si capiscono come si comprendono altre cose: non come un articolo di giornale, non come uno spot, non come una canzoncina, non come un racconto. Si comprendono mettendo tutta la propria vita a confronto con le parole che vengono pronunciate. La poesia vita che si capisce con la vita. E ci fa vedere che la vita un mistero che sta accadendo, ben pi grande e forte di quel che nella nostra normale distrazione pensiamo.
Anche in questi testi (che abbiamo selezionato tenendo presente i segni della qualit di un lavoro pi evidente, per quanto iniziale) la vita di tanti ci aiuta a vedere meglio la vita nostra. Cos il volto non apparente della citt offerto in queste poesie ci serve ad essere pi attenti e coscienti di quel che vediamo. Sono alcuni dei tanti che ci hanno mandato poesie. Un segno che la realt continua a parlare, e che ci sono uomini che cercano di ascoltarla, di dire con lei le durezze, le letizie e le sorprese.

Di terra in aria di Adriano D'aloia
in memoria di mio nonno Giuseppe,
ospite d'onore della terra.

I.
chiuso in forma di cruna
si guarda dall'attirare luci
che potrebbero spegnerlo
e riportarlo in cima
e anche se tutti sanno che ormai morto
sembra voler ridere e ammonire
nella gara della veglia
le voci che provengono dal porto
e cambiano i veri dettagli
di una storia da lui inventata dal nulla
al nulla
affonda la mano nella terra infinita
affidato a questa nuova nudit
sotto l'orizzonte dei vivi
ogni fronte gelida come un marmo
e il campo non ha pi stagione
per la contorsione degli ulivi
per una pioggia senza ragione
l'anima ha smesso il suo peso

II.
l'edera cresce l'autunno e i suoi vermi
e c' chi grida dai campi
il saluto di piante senza terra
nutrite di un sangue senza vena
nei preparativi della festa
della vita che scorre (e non resta)
come un vago odore di mare
preghiere a bassa voce nelle chiese
formule segrete nelle case

III.
l'inverno una posa del pensiero
di chi attende ogni giorno la sera
e scruta il gioco delle api, di fuori
sul terrazzo fichi secchi e un corvo nero
guarda il nome scollarsi dal petto
si rannicchia nel cappello della festa
un vaso di terra e senza fiori, un percorso
in cima a un corpo di viscere infetto
si nasconde nella pelle con una parola in bocca
forse si solo perso l'insetto che ti ha morso
taglia i muri bianchi delle case
ma da lontana luce, vlto ai meridiani
in piazza anche il sole s'alza dalla sedia e il cappello
e le ombre stendono lenzuola sui terrazzi
con sentimento d'urgenza e rimbombo di tamburi -
c' un'anima in ogni radice
e un volto nella fisionomia del tronco
nel via vai di terra in aria

Morale semplice di Katia Sebastiani
Dai un ordine,
se credi
all'erba alta che balla
d'estate sopra i cigli.
Trova un senso,
rifammi il disegno
del volo delle rondini
sui prati appena falciati.
Metti in pila
la spuma delle nuvole
l'acacia allucinata
i cavalloni bianchi.
Tira una riga
che unisca tutti i baci,
metti in fila le mani
le rughe, i figli nati.
Non puoi, e gi conosci
la chiave di lettura
la semplice morale,
la fine della frase.
Il mondo non
una scrivania dove riponi
inchiostri indelebili
dentro scatole ermetiche.
Il mondo una curva
e ti sfido a restare
in piedi e a non patire
la vertigine del vivere.

 

Il suonatore di fisarmonica di Valentina Bufano
L'essere discreto si avvolge nel freddo mantello.
Aveva ascoltato l'Angelo esporre le tre scelte, ma
barcollava sulle nuvole e cadde, nascendo in Marzo
ma non in Primavera, in v. Di Mezzo, possibilit di sconfinare.
Attento al movimento dell'insieme,
che deve comprimersi e distendersi
come il corpo d'una fisarmonica.
si lascia scorrere tra le strade acciottolate
fino alla chiesa a spiegarsi perch
quello strumento che occupa le mani nasondendo il cuore.
Nelle tasche profonde del mantello rosso
non sono ancora appassite le sementi;
si rompe i tacchi nei vicoli pi ruvidi
rincorrendo le note con le dita.

Con le mie palpebre vorrei proteggere di Dome Bulfaro
Con le mie palpebre vorrei proteggere
la mandorla nella mano ma il tuo occhio
deve errare nella notte in esilio
per toccare oggi che sei nato il seno
domani le labbra di quella donna
in grado di svelarti col bacio
il segreto che nel parto gridiamo
madre e figlio quel richiamo nel ramo
proprio ora che non ci si prende pi
Non comprendi gli strilli nel tuo cranio
se ho fame voglio per me tutti i suoni
o semplicemente odio l'odore dei mediocri
n comprendo la calma che hai in gola
perch non puoi sposarmi se ci amiamo
mi dici che ogni figlio ammazza il padre
per farsi grande il padre pone il cranio del figlio
nel palmo vedi - dice - basta una leggera
pressione per fracassare il mondo

Con l'ausilio di quello che qui non esisto di Alessio Luise
Con l'ausilio di quello
che qui non esisto, nel
pertugio finito del differire
tra il verbo ed il mare
neppure lo sai,
che non ancora tu l'abbia,
io posso pensarti ricurva
al magari di un pancione
bambino, per come sai
starlo, portarlo nel grembo
voltarlo alla terra
sui suoi dopoguerra.

Immagine di un artista di Carlotta Serantoni
Come ramo stanco,
come ortica
che graffia eppur delicata
come un accordo.
Per la gratitudine
di un prato maldestro che
sa ove posare l'alfa
del suo arcobaleno.
Uno zaffiro incastonato
ho nel petto.
Rubato a un tuo fiato
di siero odoroso.
Ne far argilla
nei miei pensieri
lasciando alle tue mani
la grazia
di un'opera d'arte.

Sottovento di Luca Maino
I pensieri ondeggiano
in testa, come veli
mi accompagna
il tuo riflesso, sui vetri azzurrati
mi domando il motivo per cui
il ritorno sempre pi malinconico
sar l'imbrunire
o il fuoco tra le pieghe del tempo
ma l sotto tutto arde
ed un istante realizzare
quanto scivolato via
dal bordo del bicchiere e dalle pagine senza inchiostro
mi piacerebbe ritrovarti e camminarti a fianco
ma lieve e leggero
come succede in quelle giornate di grazia
ventose e cariche d'acqua
dove tutto si affretta
mentre io respiro, calmo e mesto
tutta la grigia nostalgia intorno.


Senza titolo di Loris Ferri
ecco la gatta d'ebano, di madreperla
la sfrontata dagli occhi di luna
che inesplorati intrecciano, inattese rotte.
ha disfatto in mano, un'erba di lavanda
ai suoi capelli di spuma nera;
ecco il seno feroce, nel sangue coltivato
delle vigne, aperto come una crepa dura
di puro corpo slavo e odore di rivolta
la sconosciuta, che avrei dovuto o potuto
amare.   ogni giorno scendeva in me
quell'indomabile occhio a dire:
leva le tue ancore paludate, il riservo!
segui il demone, per le grigie strade di Split.
ҏ un misto il mio odore, di pene e ciglia
che sulla terra, il suo calice esplode;
entra nella polpa vegetale dei mercati
nel pesce nelle acque nelle case rotte;
o nella gelida spuma di un lavatoio.
ogni giorno scivolava quella segreta furia
a ribollire il sangue, ad intrecciare i mondi



Subway, I Juke-box letterari - Curatori: Davide Franzini e Oliviero Ponte di Pino
Una Iniziativa dell’Associazione Laboratorio E-20.
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