La
Torre Balenga
di
Paola Ceretta
Prefazione
di
Raul Montanari
Caro
lettore, credo che avrai cominciato a ridere nel momento stesso in cui
hai letto il titolo di questo libretto (La torre balenga!) e il genere
("post-punk-pulp"). Perciò non ti farò il torto
di infliggerti un'introduzione noiosa, anche perché dopo due
secondi il torto me lo faresti tu saltandola.
Paola Ceretta ha scritto un racconto irresistibile che ci restituisce
il sapore di una realtà milanese lontanissima dai cliché
sulla città della moda, sulla capitale delle nuove tecnologie.
Al centro della narrazione ci sono le avventure disastrose di una stirpe
di giovani vampiri, i discendenti del barone Rotten Blood-Sucker (allusione
a Johnny Rotten, mitico leader di un gruppo punk di culto, i Sex Pistols).
Questi sfigatissimi e scombinati epigoni di Dracula non sono in grado
di trasformarsi in pipistrelli, non hanno niente del glamour tenebroso
del Principe della Notte: hanno canini assolutamente umani, per cui
sono costretti a nutrirsi di sangue iniettandoselo in vena. Risultato:
vagano disperati e famelici, inventando piani e stratagemmi per appagare
i propri bisogni primari.
Una metafora folgorante non solo del vasto e variegato popolo dei tossici,
ma più esattamente di tutto un universo giovane che ambula nottetempo
fra centri sociali, edifici fatiscenti, locali più o meno alanfordiani,
in bilico perenne fra esperienze estreme e miserie della vita, fra estasi
stellari e conti da pagare.
La concreta, materica realtà di questo mondo che comincia a pulsare
al calare del buio è resa dall'autrice con una prosa sgangherata
e indiavolata, descrizioni secche, dialoghi a rompicollo - una voce
d'autore nuova e sorprendente, sul cui futuro siamo pronti a scommettere.
La torre
Balenga
AL PUB
"Che si fa stasera?"
"Boh!"
"Che ideona!"
"Spiritoso! Perché non ti spremi tu le meningi?"
"E se ce ne andassimo tutti affanculo!"
"Sembra un bel posto
ci va un sacco di gente!"
Tra una pinta e l'altra, la festa di Halloween langue. Il solito pub,
la solita birra, i soliti amici, la solita noia.
"Ragashish, è Halloween, la notte in cui tutto può
accadere."
"Appunto. Qui non succede una mazza!"
"Un po' di iniziativa, raga!"
"Usciamo a farci una tromba?"
Intanto che Marchino scalda e Caterina prepara il filtro, a Glauco cade
l'occhio sulla Torre Balenga. Sono i resti di una multinazionale di
giocattoli medievali, distrutta qualche anno prima da un incendio. L'edificio
è stato costruito a forma di torre merlata. Ribattezzata "Balenga"
perché, con il lato destro sventrato, sembra pendere a sinistra.
"Facciamo un giro nel medioevo!"
"Ma sei scemo! Sarà pieno di topi!"
"Oh, poverino! Ha paura!"
"Brutto coglione, mi fanno schifo i ratti."
"E poi portano le malattie."
"Senti un po', principessa sul pisello
"
"
di chi?"
"Ah! Ah! Ah!"
"
spiritosi!", li redarguisce Caterina con una smorfia.
Il manipolo di alterno-trucidi, equipaggiato di birre e candele, si
muove alla volta della Torre Balenga. Entrare non è difficile.
La vecchia porta, già arrugginita dall'incuria e mezzo scardinata
da qualche colpo precedente, con tre calci si spalanca.
LIVELLO
0 (PIANO TERRA)
"Blah! Che fetore! Non respiro!"
"E cosa t'aspettavi
"
"Oh cara
che si sporca il nasino con quest'odore pestilenziale!"
"E piantala!", Caterina dà uno spintone a Glauco che
perde l'equilibrio e finisce contro un grosso chiodo di ferro, sporgente
dalla parete.
"Ah! La mia mano
la mia mano", si piega su se stesso,
stringendosi l'arto.
"Oddio! Glauco!"
"Ah! C'è sangue dappertutto!"
"Ragashish, una candela! Rapidi!", urla Caterina isterica.
Marchino e Max cercano febbrili l'accendino.
"Eccolo!"
Max porge due candele a Caterina che illumina il volto ghignante di
Glauco.
"Ah! Ah! Ah! Non mi sono fatto niente! Ah! Ah! Ah! La mano è
tutta qua!", e la sventola davanti al naso della ragazza.
"Bastardo deficiente!", piagnucola Caterina e lancia le candele
sui pantaloni di Glauco, all'altezza della cintura.
"Brutta troia! Sei scema?", il ragazzo si appiattisce sul
muro. Il fuoco cade sul pavimento. "Vuoi incendiarmi la dote?"
Caterina sarcastica: "scusa, pensavo fosse vuoto, là sotto!"
Marchino e Max disseminano l'ambiente di candele. Le accendono. Stappano
le birre. "Cin! Ad Halloween!" "Cin!" "God
bless you!" "Ad Halloween!"
"Qui c'è veramente di tutto!"
"Con 'sta roba sai che installazioni della madonna!"
"Ah! Ho sentito uno struscio strano."
"Sarà Max che ti tocca il culo, no?!?"
"Certo che hai del coraggio!", ridacchia Glauco.
"Stronzi!", Caterina alza il mento di tre quarti, sdegnata
e incontra due occhi gialli che la fissano. Con gesto meccanico
afferra la candela più vicina e illumina una sagoma distante
pochi centimetri.
"Ahhh!", Caterina spalanca occhi e mani.
"Miaaooo!", un batuffolo nero scappa a zampe levate.
"Rincoglionita! E' solo un micino."
"Un gattaccio brutto e nero!", singhiozza Caterina riparandosi
tra le braccia di Max.
LIVELLO
1 (PRIMO PIANO)
Stanza da letto della confraternita dei GIOVANI DISCENDENTI DEL BARONE
ROTTEN BLOOD-SUCKER, un incrocio dentistico tra vampiri con i denti
marci e uomini dai denti sani. Risultato: canini assolutamente normali,
non possono trasformarsi in pipistrelli e sono dei morti di fame.
Ma
vivono di notte e si nutrono di plasma
per endovena.
Sono costretti a iniettarselo. Delle vere e proprie pere di sangue.
"Cos'è 'sto tramestio?", si alza a sedere Martin Rotten
Blood-Sucker.
"Ti sei fatto un giro sullo Zingarelli, ieri?", lo canzona
Cassius Rotten Blood-Sucker.
"E piantatela
voglio dormire ancora mezz'ora!", si
lamenta Temistocle Rotten Blood-Sucker.
"Sono le dieci", si stiracchia Martin.
"E' ora di colazione!", incalza Cassius.
"I me' cojioni!", sbotta Temistocle.
"Cassius, mi sa che la colazione è di sotto!"
"Ganzo!"
"Procedo in avanscoperta."
"Basta che lo fai in silenzio, Martin!", ammonisce Temistocle
mentre si riaccomoda sul fianco sinistro.
Ancora insonnolito, Martin scavalca il bordo del suo giaciglio in noce.
Inciampa nella scanalatura superiore interna con la punta della scarpa
sinistra.
"Ohhh! Porco cazzo vampiro!", cerca di recuperare l'equilibrio,
si avvita su se stesso e plana a terra di sedere. "Porca vampira,
che culata!", tentando di massaggiarsi l'osso sacro. "Bara
di merda!", sferra un pugno alla base in ebano del "mobile".
Cassius ride tenendosi la pancia.
"Sssst! Non fare casino
vuoi che ci sentano! Ahi!",
ringhia Martin, tentando di rialzarsi.
Cassius, allora, si porta una mano alla bocca, per attutire il sonoro.
"Dammi una mano! Caninodeficiente!"
Cassius gli gira intorno, lo prende da dietro, lo solleva da sotto le
ascelle e lo appoggia faccia al muro.
"Ti devo, ih! Ih! Ih! Massaggiare ih! Ih! Ih!
là?"
"Faccio da me! Grazie!", e si masturba circolarmente la zona
basso-lombare. "Ahi! Ahi! Che male!"
"Cazzo! Martin! Non sei capace di soffrire in silenzio! E l'altro
coglione, non può ridere muto!?!", ruggisce Temistocle.
"Forse è meglio che vada io in avanscoperta."
"Bravo Cassius! Bravo! Oltre che caninodeficiente sei anche cerebroleso!
Ovvio che ci devi andare tu! Pezzo di vampiro coglione!",
ringhia Martin.
"Ok! Ok! Stai tranqui!"
"E portami del ghiaccio!" urla paonazzo, Martin.
Cassius porta rapido un panetto gelato, avvolto in una federa. Il confratello
lo preme, con delicatezza, in prossimità del proprio sfintere,
ansimando per il sollievo.
Cassius, intanto, passettin passettino, striscia le suole fino all'imbocco
delle scale.
Martin alza gli occhi alla volta a botte del soffitto e implora: "gran
visir dei Blood-Sucker, perché a noi! Perché una si tal
rogna!", sbatte la fronte sul muro, tre volte, morbido, attento
a non farsi male.
Cassius, sempre adeso alla sua tecnica, raggiunge la curva delle scale,
da dove può vedere senza essere visto.
LIVELLO 0 (PIANO TERRA)
"Uh! Uh! Uh! Andiamo via! Uh! Uh!", frigna Caterina.
"Mmm
che due coglioni se questa starnazza per ogni minchiata!"
"Fuma! Che ti riprendi! Fuma!", Marchino porge un trifiltro
all'amica.
"Dalle un po' di birra!" La ragazza ingolla una lattina in
un sorso.
"Su, respira!"
"Perché non le fai fare anche il ruttino!?!"
"Pagilaccio!", piagnucola Caterina.
"Cazzo è Halloween! Beata te che ti spaventi!"
"Non è che devo morire d'infarto, però!"
LIVELLO
1 (PRIMO PIANO)
Cassius, euforico, si sfila le scarpe, per non far rumore, e corre dal
confratello.
"Martin!", urla soffocato. "Martin!", ansimante
per la corsa.
"Che vuoi?"
Un lungo respiro: "è Halloween!"
"Halloween!?!"
"Si!", gongola Cassius.
"La notte dei vampiri e delle streghe!", sogna Martin. "Volare
a cavallo di una scopa, mordere qualcuno sul collo, incutere terrore
".
Cassius non sta più nella pelle. Si frega e rifrega i guanti
freschi di bucato, è in fibrillazione. " Ci pensi
Qui sotto
Plasma! Halloween! Allunghi una mano
e
tac, nostro!" Gli si troncano le parole in gola. Stringe le dita
intorno alle braccia del povero Martin, scuotendolo avanti e indietro.
"Piantala di shakerarmi!", si scrolla di dosso, secco, Cassius.
"Bonjour
anzi
bonsoir!", sbuca Valdomiro Rotten
Blood-Sucker, dalle scale che portano al secondo piano, dove alloggia.
"Ciao!"
"Come mai in piedi?"
"Data l'ora, avrei anche fame."
"La colazione è di sotto!", entusiasta, Cassius.
"Taci!", gli tappa la bocca, Martin.
"Quanto siete comunitari!", commenta Temistocle.
"Tu non stavi dormendo?", ironizza Martin.
"Con 'sto delirio!"
"La prossima volta turati le orecchie!"
"Andatevene un po' a cagare!"
"Allora io scendo." Valdomiro si avvia verso i gradini.
"No!", lo bloccano Martin e Cassius.
"Senti, ce n'è per tutti. Giù sono in quattro!"
"Noi siamo in tre
Una bella scorpacciata!"
"Che stai cianciando?", Valdomiro guarda Martin stranito .
"Togliamoci da qui. Potrebbero sentirci!"
"Ma chi?"
"La colazione!"
"Avete già fumato?"
Martin e Cassius mettono a parte il confratello del proprio segreto.
Il problema non sta tanto nell'elaborare un piano perfetto, quanto nella
sua riuscita perfetta.
"Io
un'idea ce l'avrei."
"Cassius, ti prego!"
"Dobbiamo accerchiarli."
"Cassius!?! Abbi pazienza. Stiamo lavorando anche per te."
"Non è mica un'idea di merda."
"Valdo, non dargli corda!"
"No, no
ha ragione. Voi due aspettate in cima alle scale
e io arrivo da dietro."
"Con una corda."
"Cassius, non ti allargare! Hai già dato troppo per oggi!"
Valdomiro ci pensa un po' su: "semplice: li narcotizzate!"
"Bella! E tu
", Martin si spreme per un attimo il cranio
"e tu
passi dalla porta e
zac
li prendi
da dietro."
"Bella!
Come ci arrivo alla porta?"
"Scendi le scale, esci e poi rientri."
Martin e Valdomiro fissano per un istante Cassius con compassione, che
a sua volta li squadra, rivolgendo, poi, lo sguardo al pavimento.
"Ripeto: come ci arrivo alla porta?"
Martin si guarda attorno: "perché devo pensare a tutto io",
a denti stretti.
"Allora?"
"Perché non provi ad attivare anche i tuoi di neuroni?"
"Nervosetto, eh!?!"
"La finestra! Chiudete quella cazzo di finestra!", risorge
dalle braccia di Morfeo Temistocle. "Fa un freddo boia!"
Martin, senza neanche replicare, si dirige alla finestra, si sporge
per tirare i vetri a sé. Istintivamente guarda di sotto. Primo
Piano. L'altezza non è improponibile. La grondaia passa lì
accanto. Un po' arrugginita. La tasta. Ancora solida.
"Ti cali dalla finestra!"
"Cosa?!?", lo raggiunge Valdo e si affaccia.
"Ti arrampichi sulla grondaia. Ti diamo una mano noi."
"E' arrugginita. Mi scheggio."
"Metti i guanti."
Si avvicina anche Cassius.
"M'impiglio col mantello", continua Valdomiro.
"Lo lasci qui."
"Perché non ci vai tu?"
"Perché prima mi sono spaccato il culo!"
"Notte di fuoco, eh!"
"Imbecille! Mi sono ribaltato scavalcando il letto."
"Ci vado io, che mi diverto a scivolare."
"Così rimani impalato alla prima sporgenza."
"Perché non mandi lui?"
"Vorrei che il piano riuscisse, Valdo
Non è difficile.
Metti i piedi sulle fasce. Ce n'è una ogni tot."
Valdomiro sbuffa: "e va bene! Ci vado io!" Porge il mantello
a Cassius. Martin intreccia le dita, facendogli da scaletta. Uno. Due.
Tre. Oplà! Valdomiro è sulla grondaia.
"Forza Valdo!"
"Dai che ci sei!"
"Metti il piede lì
Ok."
"Ce l'ha fatta!"
"E' giù."
"AAAAAHHHH!"
"SSSST! Che ti strilli!"
"Mi sono tagliato!"
"Pezzo di coglione!"
"Perdo sangue!"
"Mmmm
Cassius, gettagli una federa!"
"Tieni!"
"Che cazzo ci faccio con questa?"
"Legala intorno alla mano!"
"E il sangue? Come lo recupero?"
"Dopo te la succhi! Levati dalle palle! Via!", Martin gli
fa cenno con la mano e richiude la finestra.
LIVELLO
0 (PIANO TERRA)
Districandosi a fatica nel ciarpame ferroso, i quattro alterno-trucidi
si avviano alla scala di pietra che conduce al primo piano.
"Che figata tutta 'sta roba!"
"Spettacolosa!"
"Guarda
tubi!"
"Sai quante percussioni industrial!"
"Quello è un sipario di ferro."
"Ma no!"
"Raga, è un separè!"
"Come quello che ci serve al laboratorio
"
"
per la scena del compleanno!"
Marchino, Max e Glauco si avvicinano al groviglio cromato, impestato
di ragnatele.
"Non possiamo venire domani
di giorno?", suggerisce
Caterina, impaurita.
"Non cominciare a rognare!"
"Guardate 'sti affari."
"Forti!"
"Io vi aspetto qui."
"Sembrano le dita di Nightmare", Marchino sventaglia in faccia
agli amici gli ingranaggi appena trovati.
"Fate in fretta!"
"No! Sono le mani di Edward mani di forbice!"
"Che ne pensi Cate?"
"Non fate gli stronzi!"
"Oh! Piccina! Hai paura!"
Marchino distribuisce un "agglomerato di artigli" ciascuno.
I tre si guardano. Soffiano sulle candele. Buio pesto. Solo la luce
tenue di Caterina.
"Che succede?"
Tre vocine nasali, unite in cantilena, muovono verso di lei, cigolando
degli arnesi: "NOI TI AVREMO!"
"Dove siete?"
NOI TI AVREMO!"
"Piantatela, stronzi!"
"NOI TI AVREMO!"
"Bastaaa!", isterica, Caterina.
"NOI TI AVREMO!"
"Sme-tte-te-la!", si tappa le orecchie.
"NOI TI AVREMO!"
"No!", Caterina si accuccia, le orecchie sempre tappate. "No!",
si lascia andare in un pianto a dirotto.
"NOI TI AVREMO!"
LIVELLO
1 (PRIMO PIANO)
"Io me ne vado!"
"Dove cazzo vai, Cassius?"
"Non li senti?"
"Cosa?"
"Gli spiriti dei morti!"
"Che cazzo stai dicendo?"
"Gli spettri
i trapassati
quando hanno finito con
loro, verranno da noi!"
"Sei fuori?"
"Non li senti? Vogliono noi
magari sono cannibali!"
"Smettila di dire cazzate!"
"Loro non mi avranno!"
"Stai dietro la colonna e non ti muovere!"
"E' Halloween. Stanotte tutto può succedere!"
"Appunto! Per una volta avremo la colazione senza dovercela cercare!"
"Non ce la faccio
stanno arrivando!"
"Resta lì e taci!"
"Sentili, Martin
sentili!", piagnucola sommesso Cassius.
LIVELLO
0 (PIANO TERRA)
"Smettetela! Smettetela!", grida Caterina tra un singhiozzo
e l'altro.
"NOI TI AVREMO!"
Caterina non grida più. E' accasciata a terra, in un lago di
lacrime. Si sentono solo i suoi singulti. Completamente al buio.
"Basta raga!"
"Forse abbiamo esagerato."
I tre boys riappizzano lo stoppino e si avvicinano all'amica. Marchino
la tocca su una spalla.
"Ahhh!", Caterina salta.
"Tranqui, Cate, siamo noi!"
"Scusa
non volevamo!"
"Brutti bastardi di merda!"
"Dai Cate, era solo per
"
" 'Fanculo!"
"
Era solo uno scherzo!"
"Lasciatemi stare!"
"Dai Cate
uno spavento
è Halloween!"
"Brutti merdosi rotti in culo!"
Si alza di scatto e scappa. Cieca. Al buio. Gli amici la rincorrono.
Senza rendersene conto si ritrovano tutti e quattro su per le scale.
LIVELLO
1 (PRIMO PIANO)
Un rantolo. Più si sale, più il rantolo è forte.
Caterina in preda al panico non si ferma. Prosegue a tentoni. Dietro,
la luce intermittente dei tre compagni. E' un continuo spegnersi e accendere.
Ora il rumore è assordante. Temistocle è in catalessi.
Sta dando il meglio di sé. Le sue laringi gorgogliano sinistre.
Il suono è repellente.
La prima a raggiungere la cima delle scale è Caterina. Gli altri
le si bloccano alle spalle.
"Cassius, adesso!"
I due Rotten Blood-Sucker sgusciano dalle loro postazioni, parandosi,
famelici, davanti ai quattro fanciulli.
Le candele di Marchino, Max e Glauco illuminano due volti cadaverici,
con la bava alla bocca.
I ragazzi si irrigidiscono. Trattengono il respiro. Sgranano gli occhi.
"Waaahhh! Vampiri!"
"Oddio! Oddio, muoio!"
"Aaaaa! Succhiasangue!"
Urlando scomposti si precipitano giù dalle scale.
Martin e Cassius restano imbambolati per lo stupore.
"Hai visto!"
"Hanno avuto paura!"
"Li abbiamo terrorizzati!"
"E' la prima volta!"
LIVELLO
0 (PIANO TERRA)
Il trambusto degli alterno-trucidi attira l'attenzione di Valdomiro,
assopitosi nel mentre dell'attesa. Si porta rapido sulla soglia della
torre, per fermare la corsa degli ospiti agognati. Inorriditi dalla
visione, i quattro giovani infilano la porta in gran fretta, travolgendo
Valdomiro, che ruzzola per due o tre metri.
Marchino rimane impigliato nella maniglia.
"Aiuto!"
Gli amici si voltano.
"Sbrigati!"
Marchino dà uno strattone, la tasca del giubbotto si strappa.
Libero
ma gli cade la scatoletta con la gangia.
"Cazzo! La marjia!"
"Lasciala lì!"
"Corri!"
Nel raggiungere i compagni non si accorge di Valdomiro e lo prende dentro,
sulle reni.
"Bastardi!"
Valdomiro rimane a faccia in giù una decina di secondi. Senza
fiato. Poi il dolore diventa sopportabile. Si alza traballante. Inarca
la schiena tenendosi la zona ammaccata con una mano. Un lungo respiro.
A posto.
"Che schifo!", si dà un'occhiata sommaria. Pieno di
polvere, si batte sui calzoni con pacche sonore.
Sopraggiungono Cassius e Martin.
"Allora?"
"Niente
erano delle furie impazzite."
"Sei proprio un incapace!"
"Che cazzo vuoi
eravate in due
"
"No! Io ero con due cerebrolesi!"
Cassius rientra alla ricerca di un pur misero bottino.
Martin dà in escandescenze.
"Porca troia vampira porca!" Gli scendono i lacrimoni dal
nervoso. Serra i pugni. Tende le braccia lungo i fianchi. Pesta i piedi.
"Mai una volta! Mai una volta! Mai una volta!", ripete a macchinetta.
"Era un piano perfetto. Due coglioni! Due coglioni di assistenti!",
si sfoga.
Valdomiro rientra nella torre.
"Valdo! Guarda qua!"
Valdomiro annusa: "sembra buona!"
"Non c'è andata così male!"
"Due pezzi di stronzi! Sono circondato da stronzi!", arrivano
le urla disperanti di Martin.
"Finisce, come sempre, a birra e cannoni!"
"Gratis, però!"
"Fai su, Cassius
in silenzio!"
"Che cazzo c'ha da urlare quel cretino?"
"Oh Samuel
bonsoir!"
"Tappategli la bocca ... di sopra vorremmo dormire ancora mezz'ora!"
"Ma è Halloween!"
"Cassius! Fa silenzio!"
"Fatelo smettere!"
"Provaci tu! Se ci riesci!"
LIVELLO
1 (PRIMO PIANO)
"Che massa di stronzi! Tanto casino per niente!", Temistocle
Rotten Blood-Sucker scocchia la bocca, si gira sul fianco e riprende
a russare a squarciagola.
© Paola
Ceretta 2002
© Subway Letteratura. Cumune di Milano, Settore Giovani